Lucca Comics&Games 2019 – Il fango dietro le quinte

E’ da davvero tanto tempo che non faccio un articolo polemico in questo blog, anzi forse non ne ho mai fatti di veri e propri perché questo luogo virtuale è nato per narrare esperienze, eventi, tutorial a tema cosplay. Sento però il dovere di raccontarvi quanto successo nel retro palco durante le gare cosplay di Lucca Comics 2019 perché io, come le altre centinaia di persone, ci siamo sentiti trattati molto male, se non presi in giro.

Partiamo da qualche numero in un elenco puntato:

    • Lucca Comics 2019, edizione numero 53
    • Biglietti venduti 270’003 (fonte: sito di Lucca Comics)
    • Presenze totali non comunicate per ora (lo scorso anno erano quasi 800mila)
  • Gare cosplay sul palco: selezioni ECG (16 salite, circa 40 persone), finali CNC (12 singoli), gara classica (50 salite, circa 150 persone)
  • Gare cosplay extra presso Chiesa San Francesco: Jojo, Marvel, FinalFantasy & Kingdom Hearts e probabilmente anche altre
  • Gazebo disponibili per i cosplayer: 3 da 25mq (5x5m) con percorso per raggiungere il palco non coperto in alto e non separato dal fango in basso

LE GARE COSPLAY

Sabato, come da tradizione, si è tenuta la gara per selezionare i 3 rappresentanti italiani per la competizione Europea conosciuta come ECG “European Cosplay Gathering” che si svolge a Parigi. Il livello dei partecipanti era altissimo come sempre, alcuni di questi si sono preparati con un anno di anticipo se non oltre. I soldi e il tempo speso su sartoriali, makeup scenico e armature non sono assolutamente trascurabili, ma si sceglie di farlo per passione e propria soddisfazione.


(Questo è il trailer delle finali che si tengono 1 volta all’anno in Francia)

Domenica, si parte con la gara del “main stage” con un numero di partecipanti decisamente sotto tono, ma comunque ricco di gruppi che dopo essersi organizzati per un anno per ritrovarsi insieme provenendo dalle parti opposte d’Italia, non hanno voluto rinunciare e aspettare l’anno successivo dopo tanta preparazione (ad esempio noi 14 con Kingdom Hearts). Successivamente si passa al Campionato Nazionale Cosplay (CNC) con concorrenti che hanno passato il turno attraverso le gare più importanti in Italia durante tutto il 2019, determinati e orgogliosi del proprio lavoro.

Ora penserete che l’evento comics&games più importante e grande in Italia, presente da non pochi decenni nel territorio, abbia ovviamente preparato un piano B per le gare cosplay in caso di pioggia annunciata da tempo, visto che la probabilità di rovesci in un mese come novembre è più che alta. E invece no.
Si vociferava dalla sera prima che probabilmente le gare sarebbero state spostate alla Chiesa San Francesco come già accaduto qualche anno fa. E invece no.
Sembrava sarebbe stata resa disponibile la mensa dello staff, così da avere più spazio per cambiarsi ed essere a ridosso del palco. E invece no.

E’ venuta giù acqua, tanta acqua. Si è formato fango, tanto fango. La situazione dietro il mega palco di Lucca Comics era così. Ovunque si si sprofondava e ci si sporcava. Avete presente quei bei vestiti con strascico, scarpe elaborate, tacchi sottili, armature con difficile mobilità anche su asfalto? Colorateli di marrone con l’immaginazione.

A un certo punto, sabato a ormai gara quasi finita, sono comparsi dei magici tappeti verdi. Come mai a competizione quasi terminata? Ovvio, sarebbe iniziato a breve il concerto di Cristina D’Avena.
Domenica, per le successive gare, quegli stessi tappeti erano ormai talmente zuppi che appoggiando il piede si sprofondava e schizzava fango ovunque. Ecco a voi:

 

Tutto questo bel fango ci piaceva talmente tanto che lo abbiamo portato a spasso anche sul palco e nei camerini.
Il primo per quanto fosse coperto in alto e su 3 lati, a ogni ondata di pioggia obliqua si riempiva d’acqua, quindi si creava quella fantastica sensazione di calcio saponato tutt’altro che pulito, per cui molti hanno dovuto limitare i movimenti della propria esibizione. Un pensiero va anche ai poveri giurati e presentatori costretti a stare lì sotto per ore.

Lucca comics palco bagnato

Arriviamo ora ai camerini

Prendete 200 persone e ficcatele dentro 3 camerini 5x5m, aggiungete le loro valige, le loro armi e accessori giganti, metteteci anche i “coscaddy” ad aiutare i propri amici/figli/fidanzati, incastrate poi un tavolo al centro con 2 sedie e uno specchio nell’angolo.
Fate in modo che non ci sia privacy e distinzione di sesso per cambiarsi e poi aggiungete 1 lato su 4  svolazzante da cui entra freddo e acqua (spazio e pulizia non sono optional inclusi).

Immaginate ora che ci sia un quarto gazebo, ma che vi caccino via perché è dedicato alle foto post-gara. Poi però, appena finito il vostro turno al palco vi dicono che DOVETE andare a fare le foto lì, ma voi non volete fare un’altra attraversata nella palude della tristezza dov’è morto Artax de La Storia Infinita. E qui scatta il ricatto “se non lo fate vi squalifichiamo”. Momento, momento, momento. COSA?!

Di nuovo, immaginate che al momento della conferma iscrizioni e location della domenica vi dicano che verrà concesso uno spazio bello grande a solo un passo dal palco dove potersi cambiare, sedere e stare relativamente più comodi, e che poi vi dicano “in foto sembra più piccolo, è bello spazioso”, un lusso!
Insomma, ci siamo presentati lì ma avevano cambiato idea, non potevamo accedere.
ci siamo cambiati stretti-stretti nei gazebo iniziali, e poi ci hanno fatto aspettare sotto la pioggia il nostro turno per salire al palco.
Finita la performance ci viene riferito prima di entrare nella zona mensa, poi smentito rimbalzandoci nel tendone pieno, per poi rimandarci verso la mensa perchè “qualcuno aveva parlato con qualcun altro” (ricordo che nel frattempo pioveva).

Nel mentre di questo via vai ci dicono che era da fare una foto obbligatoria, pena la squalifica. Noi eravamo davvero stanchi di essere rimbalzati da un posto all’altro passando per il fango e continuando a rovinare i nostri abiti e parrucche, risultato di tanta fatica.
Tempo di spostare (sotto la pioggia) le nostre cose e iniziare a cambiarci “in abiti civili”, hanno deciso che non ci volevano più in quegli spazi e ci hanno cacciato fuori mandando 2 persone, pronte a muoverci con la forza se avessimo fatto ulteriore resistenza.

Delusi per essere stati trattati male (come scimmie da palcoscenico dice il mio amico Simone), delusi per non aver ricevuto aiuto dallo staff ma solo dai nostri amici che per fortuna erano lì con noi, delusi da una manifestazione di tale portata che se ne è sbattuta di noi cosplayer che ogni anno portiamo colore a Lucca e siamo sempre presenti in tutte le loro foto, dal contdown ai ringraziamenti.

E in tutto questo i vari gruppi, associazioni, aziende che lavoravano all’evento non avevano messo in piedi una comunicazione tale da essere coerente e unificata su cosa/dove/come fare. Hanno fatto rimbalzare la palla delle responsabilità gli uni sugli altri senza prendersi le proprie colpe.
Alla fine le uniche persone che più hanno aiutato erano quelle presenti per altri ruoli, volontari, amici, veterani del cosplay “in borghese” che ci vedevano sempre più disperati e col morale a terra. A voi va un immenso grazie.

Cosa Vuoi che sia?

Cosa vuoi che sia rovinare un costume perché entri fino alla caviglia nella melma? Cosa vuoi che sia l’acqua entrata negli apparecchi elettronici che fanno muovere strutture nei costumi? Cosa vuoi che sia dedicare 5 ore al body painting e poi ritrovarsi a chiazze e trucco scolorito nel giro di 2 secondi? Cosa vuoi che sia avere costumi non waterproof che finiscono per essere irrimediabilmente macchiati e rovinati? Cosa vuoi che sia non sentire la propria traccia audio perché lo scroscio dell’acqua lo copre? Cosa vuoi che sia non riuscire a trasportare scenografie grandi, magari con componenti in cartone, che si afflosciano e non reggono più? Cosa vuoi che sia avere un pubblico praticamente inesistente, dove basta stare 2 file indietro per avere la visuale coperta dagli ombrelli altrui? Cosa vuoi che sia che molte persone abbiano deciso di rinunciare alla gara nonostante i tanti sacrifici per arrivarci? Cosa vuoi che sia stare stipati nei camerini, fregandosene dello spazio vitale e della sicurezza?

COSA VOGLIAMO?

Non chiediamo stanze di lusso dove cambiarci, non chiediamo di governare il meteo, non chiediamo di spostare le date, non chiediamo il tappeto rosso (specie se funziona come quelli verdi).

Vogliamo solo del rispetto come persone in quanto doniamo colore alla manifestazione, portiamo i nostri lavori e facciamo spettacolo per il pubblico. Facciamo tutto col cuore, impegno, sacrificio e dedizione.
Chiediamo di rendere il backstage della gara più grande e importante d’Italia degna di tale nome, con spazi adeguati per chi si deve esibire in condizioni idonee, e soprattutto facilmente raggiungibile senza navigare nel fango.

BECOMING HUMAN

Il tema di Lucca Comics&Games 2019 era “Becoming Human”, ma a quanto pare è ancora una condizione work in progress.

In tutto ciò, quello che davvero ho apprezzato è l’aiuto che ci siamo dati a vicenda, tra persone di gruppi diversi, tra “avversari”, tra veterani e novizi. Almeno, in tutto questo, siamo uniti e vogliamo farci sentire.

lucca becoming human

A seguire alcuni link e status presi da alcuni amici, sentitevi liberi di raccontare la vostra esperienza nei commenti e di dire cosa ne pensate.

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